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documenti - storie - gita_ad_arcore
Tema: la gita ad Arcore
24 gennaio 2053

Come ogni anno da quando sono alla scuola elementare "Giulio Tremonti" sono andato in gita ad Arcore per visitare la tomba del re. La mamma mi aveva preparato 5 panini e io dopo 10 chilometri me li ero già mangiati tutti. I miei compagni mi prendono in giro perché ho la sindrome del Giulianoferrara, cioè sono in soprappeso di circa 63 chili, ma io continuo lo stesso a mangiare gli hamburger e a fumare i sigari. Per arrivare ad Arcore ci abbiamo messo un sacco di tempo perché l'autostrada Firenze-Bologna è ancora rotta. La maestra ci ha detto che è così da quando nel 2001 qualcuno promise di portarla a termine, un po' come il molo sullo stretto di Messina. E il maestro ha aggiunto che era stato uno di quei bruti degli ultimi comunisti rimasti in Italia prima che un manipolo di eroi guidati dal re in persona li avesse sterminati tutti qualche anno dopo.
Per fortuna la nostra guida nel mausoleo della famiglia reale è simpatica, e se facciamo delle domande ci risponde sempre. Ci ha raccontato anche di un buffo direttore di un telegiornale che si è fatto seppellire ai piedi del re, perché gli era fedele come un cane. Che ridere! Per visitare tutto il mausoleo ci sono volute più di 3 ore, e abbiamo visto di fretta solo 3 piramidi. Veramente io e Cesare abbiamo giocato a pallone visto che c'è anche uno stadio. Il custode ci ha detto che era il vecchio campo di calcio
di Milano, e che il re l'ha fatto spostare in blocco da degli extracomunitari. Ma adesso per fortuna non ci sono più, gli extracomunitari.
C'è anche il parco giochi "Piersilviolandia" che il re aveva fatto costruire per i suoi bambini, e a me piaceva tanto il vecchietto con gli occhialoni che girava la Ruota panoramica della fortuna. Il museo invece è pieno di roba vecchia, ma ci sono anche le bellissime mummie dei soldati che hanno vinto la guerra di secessione contro le camicie verdi del generale Bossi. Quando gioco con i miei amici in cortile loro vogliono fare sempre i buoni e a me tocca sempre fare Bossi. L'unico vantaggio è che le bambine vogliono più bene a Bossi e allora mi toccano sempre là. Allora io lo faccio più volentieri.
Spero di tornare ad Arcore perché voglio bene al re Silvio che ci ha insegnato a tutti cos'è la libertà e ha costruito la palafitta dove abito qui a Milano 7, via dall'Europa 15.

Tonycarogna