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documenti - storie - peneide

PENEIDE

Gentilmente fornito, riveduto e corretto da _Clovis_

 

INONDAZIONE E PROTESI

RASPAMI O MUSA, CON ARDORE ALQUANTO

L'ENORME VERGA DI PENEA GRAN VANTO:

EI FRA MOLTI MARI E TERRE NERCHIA TRASSE

E NON VI FU FREGNA CHE NON SFONDASSE.

PER QUESTO AIUTAMI, O MUSA PUBICONDA

MENTRE LO SCHIZZO DI SPERMA TI INONDA.

 

LIBER 1 "FUGA DA TROIA"

SOTTO LE TROIE MURA IL NERCHIO ACHEO HA TRIONFATO

OGNI FIGA ORMAI HA SFONDATO

PENEA, SCONSOLATO TROIANO

GIACE IN UN ANGOLO DANDOSI DI MANO

COSI', PRESA LA FAMIGLIA ED I PENATI TUTTI,

SCAPPA DA TROIA, FRA LI FALLI BRUTTI

E CON LA NAVE E I PUTTANIERI FIDI

VELEGGIA VERSO NUOVI LIDI

 

LIBER 2 "FALLODORO"

FERMANSI SU UN'ISOLA DESERTA

E, SCENDENDO A FAVA SCOPERTA,

TROVANO UN ESSERE ORMAI CONSUNTO

DALLE SEGHE E TUTTO SMUNTO.

EI ERA DI MENANTE IL PERGOLETTO

E IL MEMBRO AVEA ERETTO.

RAPITO ERA STATO DA UN PIRATA BIRBACCIONE

CHE IN SEGUITO, ROTTOSI IL COGLIONE,

ABBANDONATO L'AVEA A MENARSI IL NERCHIONE.

MA VOLENDO CHIAVAR DI PENEA LA MOGLIE

LASCIOLLO SULL'ISOLA IN MEZZO ALLE DOGLIE.

 

LIBER 3 "LA POLLUZIONE NOTTURNA DI PENEA"

RIPRESO TOSTO IL MARE

COL COGLIONE ANCORA DA SVUOTARE

REPENTE CALO' LA NOTTE

SENZA CHE IN FICA AVESSERO DATO BOTTE.

MORFEO LO PORTA NEL SUO MONDO

COL CAPPELLONE GROSSO E RUBICONDO;

E IN UN SOGNO OVE PENEA SI IMPEGNA

A SBATTERLO CON FORZA IN FREGNA

SOPRAGGIUNGE PER LA GRANDE EMOZIONE

UNA GIGANTESCA POLLUZIONE.

 

LIBER 4 "DITONE"

TOCCATA CHE EBBERO LA TERRA

E IN FICA VOLENDO IN FICA FAR GUERRA

CONOBBERO DI CARTAGINE LA REGINA

CHE AFFAMATA ASSAI AVEVA LA VAGINA

E NON TROVANDO UNA MAZZA

DAVA DI DITO COME UNA PAZZA;

AVEA PROVATO ANCHE CON MASSINISSA

CHE BELLA AVEA LA FAVA E FISSA

E VISTA LA MAGNA NERCHIA DI PENEA

PORTARSELO A LETTO VOLEA.

INDI DOPO UN MESE DI CHIAVATE FORTI

PENEA STAVA PER ENTRAR NEL REGNO DE' MORTI:

ORAMAI LA VITA DI PALAZZO

GLI AVEVA SFATTO IL CAZZO.

PRESA LA NAVE E I PRESERVA

FUGGE MA POCO SPERMA CNSERVA;

DELUSA DEL SUO FURIOSO SCOPATORE

ELLA MASTURBASI COL LIGNEO VIBRATORE

E VENUTA VENTI E UNA VOLTA

SPIRA IN SILENZIO ORMAI STRAVOLTA.

 

LIBER 5 "I LUDI FALLICI"

ARRIVANO IN TRINACRIA BELLA

PER LA FAME TORCENDOSI LE BUDELLA;

AD ACCOGLIERLI C'ERA RE RASPETE

CON MAZZA SIMILE AD ABETE

E PER L'OSPITE VOLLE FESTEGGIARE

I LUDI FALLICI VOLLE FARE.

APERTI DI GRAN LENA I LUDI

ENTRO' UNA SCHIERA DI FALLI NUDI,

ATLETI DELLE VARIE SPECIALITA'

CHE VENIVANO SCHIZZANDO QUA E LA'

ENTRAVA ORA L'AFRICANO BONGO

PER LA GARA DEL FALLO LONGO

AVEA SI' GRAN MAZZA

CHE UN MORMORIO SI DIFFUSE PER LA PIAZZA,

MA ARRIVA PENEA DI SCHIANTO

E TOLTOSI RATTO IL MANTO

MOSTRA LA FAVA ERETTA

CHE SEMBRAVA UNA BAIONETTA;

SI ARRIVA QUINDI ALLA MISURAZIONE

DI CAPPELLA, FAVA E DEL COGLIONE

IL VECCHIO BONGO VINCE DI MISURA

FORSE PERCHE' L'AVEA UN PO' PIU' DURA.

DOPO LE ALTE NUMEROSE GARE

QUELLA DI SCHIZZO RIMAN DA FARE,

MOLTI PARTECIPANO ALLA TENZONE

PER MISURARE LA FORZA DEL FIOTTONE

FRA QUESTI RIMANGONO DOPO LUNGHE ORE

PUBELLO, FALLODURO E MENANDRO, SUPERBO SCHIZZATORE:

SCHIZZA PUBELLO, POI MENANDRO ASSAI FORTE

MA FALLODURO S'IMPEGNA ALLA MORTE

E DOPO UNA GRAN CONCENTRAZIONE

UN METRO E MEZZO RAGGIUNGE COL FIOTTONE;

A LUI VA DEL VINCITOR L'ALLORO,

UN ALLIEVO DEL POVERO FALLODORO.

USCITI SCONFITTI DALLA TENZONE

E RISULTATO VUOTO IL COGLIONE

RIPARTONO SULLA LORO BARCHETTA

CON LA NERCHIA NON PIU' ERETTA

 

LIBER 6 "IL CICLOPE"

ARRIVANO QUINDI CON VOGLIA DI IMOREGNAR TOPE

NELL'ISOLA DEL PODEROSO CICLOPE

ERANO IGNARI, POVERINI,

DEI LORO TREMENDI DESTINI!!!

CHE' IL CICLOPE, VISTA LA STAZZA

AVEA 2 METRI E 20 DI MAZZA

E MANCANDO SULL'ISOLA PEZZI DI POTTA

S'INCULAVA LE PECORE DENTRO LA GROTTA;

VISTI I NOSTRI EROI APPENA ARRIVATI

BRAMO' DI FOTTERSELI COME DANNATI.

MA PRIMA DI SCENDER SUL LITORALE

SENTONO URLARE COME UN MAIALE

LI' E' ORONTE COSI' CHIAMATO

DALLA SPEDIZIONE DI ULISSE SCAMPATO

E DI FUGGIR DALL'ISOLA AGOGNA

AVENDO IL CULO ORMAI COME FOGNA.

I NOSTRI EROI LO VOLLERO SALVARE

MA ATTENZIONE A NON FARSI INCULARE!!

MESSO IN SALVO SULLA NAVE IL POVERETTO

PALLANTE SCIVOLA E CADE DAL PARAPETTO

E CATTURATO DAL CICLOPE SELVAGGIO

DI SUA NERCHIA DEE SUBIR ASSAGGIO.

DIVINCOLATOSI IN SEGUITO DALLA CICLOPEA STRETTA

PALLANTE FUGGE VERSO LA NAVE IN FRETTA

PENEA SI IMPEGNA ALLA TENZONE

E METTE IN FUGA IL GIGANTE CON UN ENORME RUTTONE

FUGGE SCONVOLTO IL MOSTRO

PORTANDO CON SE' IL SUO ROSTRO,

NON RIMANE ALTRO CHE VELEGGIARE

PER NUOVO PUBE CERCARE.

 

LIBER 7 "L'ADE"

RECATOSI DALLA SIBILLA PUTTANA

CHE ENORME AVEA LA TANA

E CHIEDENDOLE OVE POTEA TROVAR LABBRA FORTI

ELLA DISSE CHE RECARSI DOVEA NEL REGNO DEI MORTI.

PER ENTRARE IN QUESTO BUIO REGNO

IL PELO PUBICO DI UNA NINFA DOVEA CERCAR CON IMPEGNO;

TROVATA UNA NINFA IN UN RUSCELLO

SUBITO RIZZASI L'UCCELLO

E ADESCATALE REPENTE

IN FREGNA LE SBATTE UN GRAN FENDENTE

E SFATTA LA LASCIA SU UN PRATO

STRAPPANDOLE IL PUBE AGOGNATO;

QUINDI DICE AI SUOI DI NON ASPETTARLO A CENA

E DI NON RASPARSI DI GRAN LENA

ENTRA POSCIA NELL'ANTRO PROFONDO

CON IN MANO IL PELO PUBICONDO

IVI MINOSSE, IL MOSTRO, INCONTRAVA

CHE COLPIVA I DANNATI CON LA SUA LUNGA FAVA

E SENZA ALCUN CAPRICCIO

GLI CONSEGNA IL PELO RICCIO,

INCEDENDO NELL'ANTRO OSCURO

VEDE GENTE CHE MENAVA IL FALLO DURO

E SCORSE PUGNETTA, PUTTANIERE ROMANO

CHE CON ARDORE SI DAVA DI MANO

E FORMULATA CHE GLI EBBE LA QUESTIONE

OVE POTEA TROVAR FREGNA PEL NERCHIONE

PUGNETTA GLI DICE IN ITALIA DI ANDARE

PER POTER GNOCCA TROMBARE

E GLI RACCOMANDO' LAVINIA ALQUANTO

TROIONA DELLA STIRPE ITALICA DI GRAN VANTO.

PUGNETTA AL NOME DI LAVINIA

RICORDO' LA SELVA ERCINIA

DOVE I CINGHIALI USAVA INCULARE

PER POTERSI UN PO' SFOGARE.

PENEA LO SALUTA RINGRAZIANDO MOLTO

GIA' CON LA MENTE A LAVINIA RIVOLTO

ESCE POI DALL'ADE PROFONDO

TORNANDO ALLA NAVE CON FARE GIOCONDO

QUINDI PARLA AI SUOI COMPAGNI CON GRANDE OSTENTAZIONE

DELL'ITALICA FREGNA PER IL CAZZONE.

RIPARTONO INDI TUTTI INSIEME

GIA' CON ERETTO IL PENE,

PER NUOVI LIDI STRANI

OVE POTEANO ABBANDONARE LE MANI

 

LIBER 8 "LE ARPIE"

ECCOLI ARRIVAR SU DI UN ISOLETTA

CON LA NERCHIA ASSAI ERETTA;

ERA IL LIDO RICCO DI ZONE BOSCOSE

NOCHE' DI ARPIE VOGLIOSE,

ESSE VOLEVANO INFATTI FALLO TROVARE

PER SENZA POSA FARSI ZEBARE.

APPENA I NOSTRI EROI SCENDONO DAL PONTE

ESSE LI NOTANO DALL'ALTO DI UN MONTE

E SOPRATTUTTO NOTANO LA MAZZA

CHE IL PENEADE FILGIO AVEA DI GRAN STAZZA

ED ESSENDO IN GRAN CALORE

VOLEANO FARSELO CON ARDORE:

LA FAVA ERA TURGIDA E BELLA

ED ENORME POSSANZA AVEA LA CAPPELLA.

COSI' APPROFITTANDO DI UNA SVISTA DELL'EQUIPAGGIO

RAPIRONO IL GIOVANE CULIO PER FAR GRAN MENAGGIO

LO PORTARONO QUNDI NEL LORO NIDO

MENTRE PENEA OSSERVAVA DAL LIDO;

E NELL'ELEVATA ED IMPERVIA VETTA

BUON FECERO DELLA NERCHIA ERETTA.

STA PER PARTIRE PENEA ALL'ATTACCO

MA SI SENTE MOLTO FIACCO

CHE' DATE LE NUMEROSE TENZONI

ORMAI VUOTI AVEA I COGLIONI

CHIAMA QUINDI A SE' IL TIMONIER PUBELLO

CHE VANTAVA ENORME RANDELLO,

EI ERA UN SUPERBO SCHIZZATORE

ALLENANDOSI AL GIORNO MOLTE ORE.

SALITO DUL MONTE DI GRAN LENA

URLA E COLPISCE LE ARPIE COME UNA IENA

E COSI' FRA SCHIZZI, FIOTTI E DI SPERMA FIUMI

SEMBRA CHE CON LE BOTTE LE NEMICHE CONSUMI.

E LIBERATO CULIO, IL PICCOLETTO

LO RIPORTA DA PENEA PADRE PREDILETTO;

VELEGGIANO COSI' I NOSTRI EROI VERSO LA TERRA

DOVE IN FIGA VOLEANO FAR GUERRA.

 

LIBER 9 "L'ARRIVO IN LAZIO"

DOPO LUNGHI GIORNI DI NAVIGAZIONE

E QUALCHE SUGOSO RASPONE

AVVISTANO LA TERRA I NOSTRI EROI

ARRAPATI E AITANTI COME BUOI.

QUI GLI INDIGENI DEL LUOGO

INDURIVANO LE NERCHIE SOPRA IL FUOCO

COSI' TORNENDO LE FERREE CAPPELLE

AVEANO FAVE SI' LUNGHE E BELLE

LE DONNE POSSEDEVANO RESISTENTI FREGNONI

ATTI A SODDISFAR L'ATTACCO DI QUEI BESTIONI.

SCENDE A TERRA PENEA CON LI COMPAGNI TUTTI

PER SCONFIGGERE I NEMICI E I COGLIONI LASCIARGLI ASCIUTTI

PARTIRONO TOSTO ALL'ASSALTO

CON LE NERCHIE DURE COME GRANITO O BASALTO,

QUANDO DAL BOSCHETTO LI' VICINO

FUORIESCE IMPROVVISAMENTE RE FAVINO,

ERA IN QUEL LUOGO SACRO A PREGARE LA DEA VESTA

PERCHE' LA FAVA GLI FACESSE UN PO' PIU' LUNGA E PRESTA,

PARLA INDI A PENEA DI PACE E DI AMORE

OFFENDOGLI LE SCHIAVE GIA' PRONTE IN CALORE

PENEA ACCETTA GIOCONDO IL PATTO

E CORRE A FOTTERSI LE SCHIAVE DI SOPPIATTO.

ENTRATI COME SONO NELLA REGGIA

A PENEA SFUGGE TOSTO UNA CUREGGIA

E DALL'AREA PUTEOLENTE RE FAVINO

CORRE A VOMITAR NEL LAVANDINO

E MENTRE PENEA, ENTRATO CHE ERA NEL CESSO

VIDE LA FAVA ERIGERSI COME CIPRESSO.

APPENA ENTRATI NELLE CAMERE DEL PALAZZO

TUTTI SI METTONO A LAVORAR DI CAZZO;

PASSA COSI' LA LUSSUROSA NOTTE

FRA COLPI, SCHIZZI E IN FREGNA BOTTE

GLI URLI E I GEMITI DELLE GIOVINETTE SCHIAVE

ANCOR PIU' ECCITANO LE GIA' ARRAPATE FAVE

FINCHE' ALL'ALBA GIACCIONO SFATTE SUL LETTO

MENTRE GLI SCHIZZI ARRIVANO FIN SOPRA IL TETTO.

 

LIBER 10 "LAVINIA"

AVENDO GIA' SCOPATO COME UN PAZZO

PENEA VA AL CESSO A RINFRESCARSI IL MAZZO

ED IL BAGNO ERA INVERO GIA' OCCUPATO

E DALL'INTERNO VENIVA UN GEMITO SOFFOCATO:

ERA LAVINIA, LA FIGLIA DI RE FAVINO

CHE SI TIRAVA UN SUGOSO DITALINO.

ENTRA PENEA SBATTENDO LA PORTA

GIA' PREGUSTANDO QUELLA SOAVE SORCA.

LAVINIA ERA FULGIDA E BELLA

E CLITORIDE AVEA COME PADELLA

GLI STUPENDI BOCCOLI BIONDI

SCENDEVANO SUI CAPEZZOLI TURGIDI E RUBICONDI

LA FREGNA ERA STUPENDA

E BIONDE AVEA PURE LE PUDENDA.

SCHIVA PERO' GLI ATTACCHI DI PENEA

E FUGGE ZOMPETTANDO COME DEA.

IL RE DELLI TROIANI TUTTI

GIACE FRA I PENSIERI BRUTTI

E PRESO IN MANO CON RABBIA IL MAZZULONE

SI TIRA VIOLENTEMENTE UN RASPONE.

IL GIORNO TRASCORRE PER INTERO

SENZA CHE L'EROE SCOPASSE L'UTERO NERO.

MA NELLA NOTTE MENTRE PENEA DORME NEL SUO LETTO

UNA FIGURA SI AFFACCIA DIRIMPETTO:

ERA LAVINIIA PURA E VERGINELLA

CHE VOLEA FAR MENAGGIO IN SU LA PENEADE CAPPELLA

NASCE QUINDI UN IDILLIO AMOROSO

NON SENZA PERO' QUALCHE COLPO DOLOROSO

E LAVINIA GIUNGE AL PIENO GODIMENTO

QUANDO PENEA SPERMA GIA' A RILENTO

ED ENTRAMBI SI VOGLIONO SPOSARE

PER POTER PIU' LIBERAMENTE SCOPARE.

 

LIBER 11 TURNO RE DEI MAZZULI

LAVINIA GIOVANE E PORCA PRINCIPESSA

A TURNO IN SPOSA ERA PROMESSA

LE NOZZE ERANO GIA' FISSATE

E TURNO PREGUSTAVA LE MAGNE SCOPATE.

ERA IL PRINCIPE UN PRESTANTE GIOVINETTO

ED UCCELLO AVEA DI TUTTO RISPETTO

IL FISICO ERA VERAMENTE TOSTO

E MOSTRAVA CON ORGOGLIO UN ACCUMINATO ROSTRO

AVEA GRANDE ESPERIENZA NEL MENAGGIO

E FAVA ERTA E DURA COME FAGGIO.

SAPUTO DI PENEA E DELL'INTRALLAZZO

PENSO' BENE DI SFIDARLO A COLPI DI CAZZO,

ANCHE IL IL POPOLO PER LA LOTTA ECCITATO

I NERCHIONI LIGNEI AVEVA AFFILATO,

SUBITANEA FU LA DICHIARAZIONE DI GUERRA

E GIA' ALCUNI SPERMAVANO PER TERRA.

 

LIBER 12 LA LOTTA CON TURNO

GLI ESERCITI SI FRONTEGGIAVANO NELLA PIANURA

CON LE FAVE ERETTE A DISMISURA

SQUILLI DI TROMBA E RULLI DI TAMBURI

ANNUUNCIANO CHE I TEMPI SON MATURI.

SI LANCIA NELLA MISCHIA IL TROIAN PUBELLO

SCHIZZANDO CON FOGA TRA QUESTO E QUELLO.

TRA I MAZZULI SI ERGE SPACCAFREGNA

CHE C'AVEA IL COGLIONE TOSTO COME LEGNA

IL FIGLIOLETTO CULIO SI BATTE COME UN LEONE

MENANDO FORTI COLPI DI NERCHIONE;

FERITO E' PERO' PALLANTE

CHE CATTURATO AVEA IL CICLOPE AVANTE.

SI BATTONO INTANTO SPACCAFREGNA E PUBELLO

A COLPI FORTI E TURGIDI DI RANDELLO

PERISCE PERO' L'EROE TROIANO

CHE RIMANE INFILZATO DALLA NEMICA MAZZA IN ANO.

SPACCAFREGNA URLA FELICE A PERDIFIATO

MA DA PENEA VIENE SUBITO SFONDATO

E CADE A TERRA TUTTO SANGUINANTE

COLPITO ANCHE DA PALLANTE:

IL SANGUE SCORRE NELLA LOTTA

COME IL MESTRUO ESCE DALLA POTTA,

UN ACRE ODOR NEL CAMPO ALEGGIA

ORMAI NELLO SPERMA SI GALLEGGIA!!!

INFINE TURNO E PENEA ARRIVANO AL DUELLO

UNICA ARMA RIMASTA: IL RANDELLO.

COME IN UN MAGICO MOMENTO

TUTTI SI FERMANO NEL COMBATTIMENTO

E SI APPRESTANO AD OSSERVARE

CHI DEI DUE L'ALTRO RIUSCIRA' A INCULARE:

ALTA E' LA POSTA PER IL VINCITORE

CHE SCOPERA' LAVINIA A TUTTE L'ORE.

INVOCATI GLI DEI PROTETTORI

SI SLANCIANO ALL'ASSALTO COME TORI

E NUMEROSI SCHIZZI VAGANTI

COLPISCONO GLI ECCITATI ASTANTI

CON LE CAPPELLE GONFIE A DISMISURA

NON SI POTEA DIR CHI L'AVEA PIU' DURA.

PENEA SI LANCIA REPENTE ALL'ATTACO

MA VIENE FERITO PROPRIO NEL PACCO

DA UN COLPO ERCULEO DI CAPPELLA

SFERRATO CON STRATEGIA ASSAI BELLA.

L'EROE STA ORMAI PER CADERE

HA FERITA SIMILE A CRATERE

TURNO SCIVOLA SU DI SPERMA UNA CHIAZZA

E BATTE FORTE IN TERRA LA MAZZA

COSI' AL SUOLO RIMANE SFATTO

MENTRE PENEA SI RIALZA RATTO:

TURNO SI ARRENDE ALLA SORTE AVVERSA

GLI DEI LO HANNO VOLUTO, LA BATTAGLIA E' PERSA.

IL TROIANO LO PUO' ANCHE RISPARMIARE

MA NEL CULO GLIELO DEVE SCHIANTARE.

QUAL FULMINE SPLODE SULLA GROSSA QUERCIA

TALE E' LO SCOPPIO DELLA PENEADE NERCHIA

E SCHIANTA L'ANO NELL'ARIA SEROTINA

SENZA NEANCHE UN PO' DI VASELLINA.

MENTRE IL SOLE CALA IN SU LA PIANA

IL DERETANO DI TURNO SEMPRE PIU' SI SPANA.

I MAZZULI IL RE PORTANO AL VILLLAGGIO

CHE SUBITO AVEA SI TAL MENAGGIO.

FAVINO POVERO VECCHIERELLO

CHE ASSAI DELICATO AVEA L'UCCELLO

VA DA PENEA E GLI DA' LA SPOSA

PER FOTTER SEMPRE LA SUA FREGNA ROSA:

DA TAL CONNUBIO NASCERA'

QUEL POPOL CHE LA FIGA TROMBERA',

IL POPOLO ITALIANO

CHE SEMPRE USO' LA NERCHIA E MAI LA MANO.

   

  

-!- IntuiPoint 1.2 R #7

! Origin: DONA ha imparato a fare di quelle pompe da paura.... (99:391/1.77)