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Si sieda, e mi dica ... Leggende metropolitane sugli esami universitari


Tratto da un newsgroup - Greetings to Cynerc


Si racconta che durante una lezione di chimica un professore sia entrato in laboratorio con in mano un barattolo pieno di piscio dicendo: "Due buone qualità per un chimico sono ingegno e concentrazione. L'ingegno vi potrebbe far scoprire che un metodo semplice per scoprire la presenza di zuccheri nelle urine è assaggiarle.". Detto questo mette un dito nel piscio e poi lo lecca. "Qualcuno vuole provare?" Uno studente che non crede che quello sia piscio ci mette dentro il dito e lo lecca, sentendo che era proprio piscio. Al che il professore continua: "La concentrazione invece vi potrebbe far scoprire che ho immerso il medio e ho leccato l'indice."

Questa sa decisamente di falso, ed è stata usata anche nel film L'ospedale più pazzo del mondo . In quella versione, uno studente più furbo si accorge del trucco, cambia il dito e spara una gran diagnosi; al che il professore assaggia davvero e dice "Per me sa di piscio..."


All'inizio di una lezione sulle reazioni chimiche, il professore entra in laboratorio con due provette, un bicchiere e un pezzo di carne. Il professore fa gocciolare la prima sostanza sulla carne e si forma un buco. Poi fa la stessa cosa con l'altra sostanza e sulla carne si forma un altro buco. Poi mischia le due sostanze nel bicchiere e beve il contenuto del bicchiere. Non succede niente. Il professore poi spiega che quelle sostanze erano acido cloridrico e soda caustica, che a contatto tra di loro hanno formato... dell'acqua salata!


All'esame di Diritto Privato, il professore mostra allo studente un bottone della camicia, chiedendo allo studente che cosa sia. Lo studente (dando già qui prova di un acume fuori dall'ordinario) risponde che si tratta di un bene accessorio; al che il professore gli chiede: "Posso venderglielo, staccandolo dalla camicia?" La tradizione non ci ha tramandato la risposta.


Una studente sostiene l'esame di Diritto Privato in modo impeccabile; il professore (il più stronzo della facoltà, a detta di tutti) congratulandosi con lei le dice che darle 30 e lode è troppo poco, si sfila il Rolex e le dice di accettarlo per ricordo. Lei, dopo lunghi tentennamenti, si lascia convincere, prende l'orologio e porge il libretto. A questo punto il professore le dice: "Signorina, lei ha accettato la donazione di un bene di valore non modico: dovrebbe sapere che ci vuole un contratto scritto. Si ripresenti al prossimo appello."

Attribuita al professor Zeno Zenchovich.


A un certo punto dell'esame di Analisi I il professore dice: "Scriva: seno di epsilon per v di a in d(a)."

Lo studente scrive: sen(e)v(a)d(a)


Professore: Se questa è una domanda, lei mi risponda.
Studente (dopo averci pensato un attimo): Se questa è una risposta, LEI MI VALUTI.

Accaduta a Torino, Facoltà di Lettere e Filosofia.


Professore (mostrando un mazzo di chiavi) : Dunque, giovinotto, mi dimostri che queste sono mie...
Studente (preso malissimo): Ehm, sì, quindi, ehm...
Professore: Allora, che aspettiamo?
Studente: Io, dunq... Aristotele... ehm...
Professore: Se ne vada, torni al prossimo appello.
Studente (si alza e fa per portarsi via le chiavi): Arrivederci...
Professore: Ma che cosa fa? Dove va con le mie chiavi?
Studente: Ah, ecco: dimostrato che sono sue!
Professore: Promosso.

Riferita a un imprecisato esame di filosofia.


Il professore di Filosofia Antica chiede allo studente di esporre le confutazioni degli argomenti di Zenone che negano l'esistenza del movimento. Lo studente si alza dalla sedia, si mette a camminare, si ferma e dice: "Ecco: ho confutato Zenone".
Il professore gli dice: "Bene, continui a confutarlo".
Lo studente riprende a camminare. Il professore insiste: "Lo confuti vicino alla porta."
Lo studente va verso la porta.
Il professore prosegue: "Ora lo confuti nel corridoio." Lo studente esce nel corridoio. Al che il professore gli grida: "Ecco, ora vada pure a confutarlo a casa sua!".


All'appello abbondano i nomi fasulli: Efisio Porcu, Gianluigi Cossi, Vasco Rossi (risate generali), Pippo Baudo (risate generali), Orso Bruno, Giovana d'Arco... Al che il professore si interrompe e sbotta: "Eh no, ragazzi... Anche Giovanna d'Arco no, per favore!" Al che si alza una vocina di una studentessa: "Presente!"

Sentita a Economia e Commercio, città imprecisata.


Una giovane e bella studentessa va alla lavagna per sostenere l'esame di Idraulica. Il professore le dà un gesso in mano, quindi dice: "Bene, signorina, dunque, vediamo un po'... Ecco, sì, mi faccia una pompa!".

L'aula è esplosa in quasi un minuto d'orologio di applausi e grida varie. Sentita a Genova.


Gira voce che durante un esame orale ad ingegneria a Pisa sia entrata nell'aula la moglie del docente urlandogli: "TI HO DETTO CHE DEVI SMETTERLA DI ANDARE A TROIE!" L'esame è stato rimandato a data da destinarsi.

Il nome del professore non è stato fatto, perché lo studente che ha raccontato l'episodio doveva all'epoca ancora laurearsi.