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documenti - poesie - varie_3

L'augello del signore

 

L'augello tuo, o mio signore,
Ŕ sempre vispo e di buon umore
delle carezze Ŕ assai goloso e
si porge a tutte perchŔ virtuoso
solo a guardarlo fa illanguidire
se poi lo tocchi ti fa morire...
pardon, venire!
Beccuccio caldo, beccuccio rosa
nel suo cantuccino quando riposa
Ŕ un ninnolino...!
Se tanti bacini poi gli darai
al suo risveglio
nel nido soffice e generoso
lo adagerai.
Vezzeggialo suvvia!
E' un'armonia
e il volteggiar sicuro
ti farÓ sognare
e volar via con allegria.


Clito ride


Sta Clito con sue labra di corallo
rosse, carnose e tumide in agguato
sul limitar de l'antro inesplorato,
ed il nitrir giÓ intende del cavallo.

Il focoso animal che fu spronato
a conquistare il disiato vallo,
ne l'ansia de la corsa ha scalpitato
scintillando da l'ugna di metallo.

Ella motteggia, poi che molti amanti
dopo la corsa e l'affannosa meta,
nel desio del goder caddero affranti!

Ecco il destrier! GiÓ tenta la via scabra.
Ma stramazza in sua febbre inconsueta.
E Clito ride da le grandi labra! ...


Ferdinando RUSSO